Il mio amico parassita - Ambulatorio Veterinario MariVet

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Il mio amico parassita: Considerazioni sull'uso (e sull'abuso) delle sverminazioni in veterinaria

Articolo della Dr.ssa Marilisa Picca, medico veterinario esperto in Omeopatia

Le sverminazioni di cuccioli e gattini, e successivamente degli animali adulti, sono un intervento veterinario di routine.
Alcune malattie parassitarie sono zoonosi, cioè trasmissibili dagli animali all'uomo. Le linee guida raccomandano quindi trattamenti frequenti (da 4 a 12 volte l'anno) per il controllo delle principali parassitosi intestinali dei nostri animali domestici, e spesso i cuccioli vengono adottati dopo aver già ricevuto uno o più trattamenti.
Fortunatamente gli attuali antiparassitari sono, in genere, farmaci piuttosto sicuri e non inducono effetti collaterali nei nostri animali.
Ma... è davvero così? In realtà, in base a recenti studi di immunologia, probabilmente qualche effetto collaterale lo causano, anche se non così intuitivamente correlabile con la sverminazione.
Vediamo quali.
Nei Paesi sviluppati, come l'Italia, negli ultimi 30-40 anni c'è stato un costante aumento dei disturbi della regolazione immunitaria, come le allergie, le malattie infiammatorie croniche dell'intestino, le intolleranze alimentari e molte altre.
Sul perché avvenga questo si sono avanzate diverse ipotesi, più o meno assodate.
E' ormai universalmente accettato, per esempio, che un'alterazione del microbiota intestinale in età perinatale, per un uso improprio di antibiotici, è alla base della sempre più frequente disregolazione immunitaria.
Si parla poco invece del ruolo che hanno i vermi intestinali. I vermi?? Sì, proprio loro, quelle cose orribile che talvolta albergano nel nostro sistema digerente o in quello dei nostri animali, ebbene proprio loro hanno ruolo importantissimo nel promuovere la nostra salute.
La ricerca nel corso degli ultimi 10 anni ha infatti fornito la prova che gli elminti parassiti dell'intestino, essendosi co-evoluti col sistema immunitario umano, sono di vitale importanza per promuovere il suo normale sviluppo.
Queste ricerche si riferiscono al sistema immunitario umano, tuttavia è verosimile che i risultati siano validi anche in campo veterinario. Infatti anche i nostri animali da compagnia negli ultimi anni hanno manifestato un aumento esponenziale dei disturbi immunitari, e il dubbio che possano essere correlati anche con le sempre più frequenti sverminazioni, soprattutto se effettuate in età molto precoce, è per lo meno lecito!
Quindi guardando da un'ottica strettamente parassitologica bisognerebbe eliminare tutti i vermi possibili, ma allargando un po' il nostro sguardo ci accorgiamo che questo rompe degli equilibri antichi e apre la strada a nuove malattie ancora più insidiose.
Ovviamente è impensabile non sverminare più gli animali che vivono a stretto contatto con le persone, ma bisogna trovare un giusto equilibrio. L'importante è agire sempre con consapevolezza, considerando che chi convive con una malattia immunitaria grave come l'atopia o l'IBD è disposto a qualunque cosa per stare bene, anche ad adottare terapie estreme come il trapianto fecale e l'infestazione con elminiti vivi. Al contrario, infestazioni intestinali di moderata entità, pur suscitando un giustificato ribrezzo, spesso decorrono in maniera del tutto asintomatica e si instaura uno stato di equilibrio con l'organismo ospite.
 
Ma qual è il giusto equilibrio da rispettare? non tocca a me dirlo, ci vorrebbero studi approfonditi in merito. Tuttavia ci sono alcun piccole precauzioni che possono essere facilmente adottate senza incorrere in grandi rischi. Eccole:
- evitare sverminazioni precoci e precocissime. In generale si dovrebbe evitare di somministrare farmaci di qualunque tipo prima dei 2 mesi, se non strettamente necessari. Questo dovrebbe essere valido anche per gli antiparassitari, che invece, purtroppo, vengono spesso somministrati già a partire dalle 2 settimane, anche in cuccioli in perfetto stato di salute, fase delicatissima dello sviluppo di un normale sistema immunitario. La somministrazione precoce dovrebbe essere limitata solo a cuccioli con evidenti segni di infestazione, in cui si è già spezzato l'equilibrio ospite-parassita e quest'ultimo ha preso il sopravvento.
- sostituire le sverminazioni "preventive" di routine negli adulti con regolari esami delle feci. Le sverminazioni infatti non prevengono proprio nulla, ma uccidono solo i parassiti presenti in quel momento. Quindi se i vermi non ci sono, sverminare è perfettamente inutile, un po' come prendere l'aspirina oggi perché forse domani potrei avere mal di testa.
- preferire i trattamenti mirati agli antiparassitari ad ampio spettro. Purtroppo sono sempre più diffusi i prodotti che in un colpo solo eliminano parassiti esterni (pulci e zecche), parassiti interni, acari della rogna, e chi più ne ha più ne metta. Anche le formulazioni "spot on", cioè goccine dall'aspetto innocuo che si applicano sulla cute, sono farmaci a tutti gli effetti e come tali se abusati possono avere effetti collaterali. E' sempre meglio, quindi, trattare solo quando serve, dopo adeguata diagnosi.
Si tratta di indicazioni di massima che devono essere discusse col proprio veterinario e che prevedono delle eccezioni nei casi in cui ci sia un reale rischio per gli umani conviventi, per esempio se occorre tutelare persone immunodepresse, bambini molto piccoli o donne in stato di gravidanza.
Un'inversione di rotta nella somministrazione di antiparassitari è, nel tempo, una strategia vincente anche per contrastare la farmaco-resistenza, fenomeno tristemente noto per gli antibiotici, ma che riguarda anche questa classe farmaceutica. L'uso smodato di antiparassitari sta infatti portando alla selezione di parassiti sempre più resistenti ai trattamenti, per cui quando poi la terapia serve davvero, succede che non funziona più.
Non dimentichiamo infine che ciò che fa bene a noi fa bene anche la salute del pianeta!
Usare meno farmaci significa eliminare meno sostanze chimiche, con le feci e la pipì, nell'ambiente esterno, nella Terra, che sta vivendo una fase così delicata della sua esistenza.

Fonti: The hygiene hypothesis: current perspectives and future therapies Leah T Stiemsma,1,2 Lisa A Reynolds,3 Stuart Turvey,1,2,4 and B Brett Finlay1,3,5. Immunotargets Ther. 2015; 4: 143–157.Published online 2015 Jul 27. doi: 10.2147/ITT.S61528
 
 
 
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